Vinci se non giochi

Lavoro sociale e sanitario, conflitto e violenza: come uscirne vivi (possibilmente…) – V Edizione
14 Luglio 2021
Pubblicazioni liberamente disponibili
15 Settembre 2021

Siamo consapevoli che i nostri ragazzi si stanno rovinando la vita?

Lo smartphone permette un accesso al gioco h24 con poche possibilità di controllo da parte dei familiari. Il mondo dei videogame può essere così appetibile, gratificante e perverso da indurre i ragazzi ad allontanarsi dalla vita reale carica di conflitti per rifugiarsi in un ambiente virtuale, percepito come unico luogo sicuro. E’ possibile, allora, che vengano messi in atto una serie di comportamenti problematici, percependo un’illusione di potere e di vincita.

E’ il preludio di una dipendenza.

I videogiochi sollecitano il mito della vincita legata all’abilità dello scommettitore: “Vinco perché sono diventato sempre più capace, sempre più super”.

Andare sempre più avanti, sempre più competitivi, vincere giocando, diventano una ossessione da cui è difficile difendersi e che porta a stare sempre più collegati, anche la notte.

Cosa vogliamo fare?

– proporre a gruppi di studenti un “luogo”, un laboratorio, in cui comunicare, scambiare esperienze, individuare le situazioni del mondo virtuale-reale che possono diventare problematiche

– riflettere e impostare, con la partecipazione di educatori e consulenti come facilitatori, percorsi disincentivanti la competitività e l’azzardo che i giochi sullo smartphone sollecitano

L’obiettivo è:

– orientare gradualmente il gruppo di ragazzi (nuovi good influencer) alla comprensione di ciò che può succedere con un uso eccessivo dello smartphone e dei videogiochi;

– fare sì che il gruppo di ragazzi si faccia carico di un obiettivo di prevenzione sociale, cioè si prenda cura dei propri coetanei con azioni di informazione e disincentivazione;

– orientare il gruppo alla produzione di materiali artistici cartacei e alla creazione di un video con la consulenza di un video-maker;

Perché …

– i materiali cartacei e video realizzati costituiscono uno strumento valido per rendere più efficace il confronto con i pari;

– è importante che i nuovi good influencer parlino ai loro coetanei usando video, app, materiali che creeranno nel laboratorio.

Si tratta di un’impresa molto ardua e complessa, ma riteniamo sia necessario formare dei nuovi good influencer per contrastare l’epidemia da smartphone.