G. Venturi – Il disco volante

G. Venturi – Il piccolo dinosauro
24 Novembre 2021
Si può vincere la battaglia per l’ambiente?
15 Gennaio 2022

Il disco volante, come lo avevano chiamato i terrestri, silenzioso come tutti i veicoli elettrici o elettromagnetici, si librava in alto, sopra la spiaggia deserta. Scese all’altezza delle dune di sabbia che erano state innalzate per il periodo invernale, a riparare l’abitato (e prima di tutto le costruzioni per i turisti) da eventuali mareggiate, e rimase immobile ad un metro dal suolo. Un portello si aprì, ed uno dei viaggiatori scese i gradini della scala, che automaticamente era uscita dal suo alloggiamento per raggiungere il terreno. La sua tuta termica lo manteneva alla temperatura ottimale, sia all’interno che all’esterno del veicolo: quelle tute erano state pensate per la esplorazione interplanetaria, e potevano resistere, senza problemi, a forti escursioni termiche. Qui, però, non ce n’era proprio bisogno. Così, il viaggiatore si tolse lentamente il casco, e si guardò in giro, ricordando gli anni nei quali frequentava quella spiaggia come un abitante qualsiasi del paese, o un turista in vacanza. Una sottile nostalgia di quei tempi serpeggiava nel suo intimo, per quanto fosse abituato all’autodominio. Poi il viaggiatore – che in realtà, a ben guardare, era una viaggiatrice – sospirò, e mormorò: “Dove siete andati tutti, amici miei?”. Si guardò ancora intorno, poi rimise il casco, si avviò per la scala, e rientrò nella cabina, dove i compagni la aspettavano. Il veicolo agravitazionale recuperò la scaletta, chiuse il portello, si avviò sull’acqua, e, dopo qualche secondo scattò verso l’alto, scomparendo alla vista, diretto al punto dove l’astronave madre attendeva. (Racconto tratto da I minimi 2)