G. Venturi – L’impero dei cani

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Gli alieni di una lontanissima Galassia – che chiameremo X – avevano osservato per anni la Terra e i suoi abitanti. Avendo la capacità di entrare, come in un vecchio film in bianco e nero, nei viventi del nostro pianeta, cercarono di capire in quali viventi convenisse installarsi, per governare il mondo. E giunsero a una conclusione che non avrebbe potuto che sorprenderci: i veri dominatori del mondo non erano gli uomini, ma gli animali, un tipo in particolare, i cani. All’apparenza, constatarono, i cani erano soggetti agli uomini; ma era vero il contrario: i cani erano i veri padroni degli uomini. Non solo gli umani acquistavano un cane ogni volta che nasceva un bambino, ma le leggi vietavano agli uomini di maltrattarli in qualsiasi forma, fissavano i loro diritti di spazio, vietavano di abbandonarli, per qualsiasi motivo – mentre gli uomini potevano interrompere in qualsiasi momento i loro legami ed addirittura sopprimere i loro piccoli; gli uomini erano al loro servizio per portarli a spasso, dovevano alimentarli e curarli secondo gli ultimi ritrovati delle scienze, erano tenuti a servirli per ogni esigenza di salute e perfino di pulizia. Non c’era cosa che non fosse permessa ai cani, e se a volte questi si lasciavano andare ai loro istinti naturali aggressivi, erano perdonati per principio. La conclusione era logica: chi avesse avuto i cani, avrebbe avuto il mondo. Se poi gli alieni in questione avessero voluto variare la loro esperienza, avrebbero dovuto solo passare, magari per breve tempo, negli uomini. (Racconto tratto da I minimi 2)